Mi ritengo generalmente una persona abbastanza razionale raziocinante ragionevole ecc ecc. Qualcuno direbbe fredda. Forse hanno ragione. Il mio incessante pensare e ripensare alle cose mi pone da un punto di vista abbastanza elevato, dal quale guardo con distacco i miei cosiddetti problemi, come se non fossero realmente miei, e riesco a metterli nella giusta proporzione. Devo dire che vivo una vita abbastanza comoda e felice, unica pecca è che vorrei fare molto di più, stare più vicina a molte persone a cui tengo ma purtroppo a volte mi manca veramente il tempo. Spero che sappiano che le seguo da lontano. E se non lo sanno o non lo sapranno io lo faccio e lo farò comunque e forse questo è più importante.
Chiusa parentesi. Non vivo grandi drammi. Un po' mi annoio per questo.
Noia+Desiderio=Disagio. Una semplice equazione che tutti impariamo già da bambini. "mamma mamma Lorenzo mi ha preso la palla" "ma giocateci insieme no?" "NO E' MIA". Molte persone si comportano così tutt'ora. Io penso di aver raggiunto il distacco necessario per dire "vabbè se ci tieni tanto alla tua palla tiettela e sticazzi", ma il fondo turbolento dell'equazione resta anche in me. Tantitanti anni fa avevo così tanti desideri, così tanta voglia di raggiungerli, che alla fine lasciavo perdere per non affrontare la competizione. Non la competizione con gli altri, ma con sè stessi, per misurare la propria abilità, il difficle equilibrio ambizione-capacità-volontà. Pensavo di partire in svantaggio allora lasciavo perdere. Poi ho smesso di fare progetti, di volere cose a tutti i costi, in fondo ciò che cercavo era dentro di me, ora che avevo scoperto (quasi) tutto mi sentivo abbastanza forte da smetterla di frustrarmi per cose inutili, superflue e assolutamente inessenziali. E lì è cominciato il dramma. Tutto ciò che avevo voluto in passato e ciò che volevo così a livello amatoriale hanno cominciato a piovermi addosso, una grandine di passato e presente mischiati insieme con un inquietante pessimo tempismo. Ma non importa. Non rappresentò un problema. Non lo rappresenta neanche adesso. Solo che a volte mi sorprende vedere che ci siano alcune persone che pensano che io sia una vincente. Una volta un mio amico mi disse "tu dici sempre che mi capisci, ma sei una bugiarda. Non puoi capirmi, tu hai sempre ottenuto tutto ciò che volevi".
Il problema è che ciò che uno vuole non è quasi mai ciò di cui uno ha bisogno.
E io sinceramente non so se ho bisogno di qualcosa. Al momento non desidero nulla.
E non sono più in fase apatica, l'ho superata. Penso solo: quel che sarà sarà, pazienza. E non si tratta di passivismo, in ogni situazione in cui mi ritrovo, anche involontariamente invischiata, io ce la metto tutta, la mia volontà, la mia umanità per far sì che nulla sia stato tempo sprecato. Ma a volte non basta, ovviamente, a volte è solo tempo sprecato. Ma il tuo, il mio impegno è qualcosa che ha più valore.
Rompere con il passato a volte è dura, è dura soprattutto quando tutti i tuoi pensieri ti risommergono all'improvviso dopo tanto tempo, quando le tue azioni ti ritornano addosso come boomerang dopo iperboli inprevedibili. A volte il passato è doloroso. Ma io lo accetto e lo amo. Devo ancora percorrere molta strada, devo ancora andare lontano,ma tutto il passato mi ha portato dove sono ora, e quindi mi piace. Rifarei tutto. E' stato a tratti divertente, a tratti doloroso, tutto molto bello.
Comunque sto divagando. Il punto è che i desideri e le aspettative sono in larga parte puttane. E arrivare a desiderare ciò di cui si ha veramente bisogno è veramente qualcosa di....
venerdì 29 maggio 2009
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
...(L)... non morire mai.. perfavore! mi servi fiffi
Posta un commento