pensavo alla routine. la rutine non è necessariamente qualcosa di sgradevole, anzi. tutti quelli che pensano che la routine uccida la propria voglia di vivere è perchè non apprezzano la routine che seguono. se la routine fosse gradevole non la cambierebbero con nulla al mondo, diventebbero così paranoici, ossessionati dal pensiero di perderla, che farebbero di tutto per mummificare ogni singolo istante della maledetta ripetizione, si imprimerebbero a fuoco nella mente certi momenti, succhierebbero tutta la linfa vitale ritualizzandoli in qualcosa che gli si ritorcerebbe poi contro come un boomerang. autodistruzione. ogni sistema sembra tendere all'autodistruzione. e all'entropia. il cambiamento è qualcosa di inevitabile. non conosco una persona che sia una che non pagherebbe tutto l'oro del mondo per un'abitudinarietà stabile e soprattutto piacevole. è tutta abitudine. atti riflessi. la parte automatica in noi non può fare a meno di provare quel piacere tutto nervoso nel ripetere gli stessi gesti, sempre e comunque. ma il più delle volte sono sbagliati e così si arriva alla fine, o all'inizio, dipende, all'inizio del dolore, cioè della fine, penso sia quello che si chiama generalmente un circolo vizioso. ma non importa. è un meccanismo animale perverso, invece di conservarci ci disperde in atomi nell'ambiente.
puf.
non è difficile, per un osservatore attento, comprendere le persone in base alle loro abitudini.
vedere i loro appigli, gli scudi dietro cui nascondono la loro debolezza.
non è difficile mettere alla prova la loro genuinità, mettendoli in un ambiente che non conoscono bene, che non rientra nel loro territorio abituale, osservare le loro reazioni in un habitat nuovo, e quindi destabilizzante. non è sadismo, è curiosità.
curiosità sì, per vedere chi è forte abbastanza, chi può resistere, chi può non deludermi, perchè spesso l'ambiente destabilizzante sono io. la nota sempre stonata, il ghiaccio che non si rompe, il fuoco che non brucia. l'abitudine imprevedibile. la mia abitudine è il cambiamento contiuo, nessun programma, le pianificazioni mi soffocano, poche idee, molto confuse, tanti bei ricordi che non torneranno, tanti rapporti mandati a puttane senza nessun motivo plausibile, o giustificabile, improvvisi sbalzi d'umore, una noia che è come una marea improvvisa, disgusto, disgusto per qualsiasi cosa a caso, totalmente, totale assenza di routine. odio i Ritorni, detesto gli Addi. adoro i paesaggi che non ho mai visto. ma non è facile. non lo è mai. perchè in fondo ho amato tutti ma non è facile fermarsi; non è facile continuare a correre, fuggendo da non si sa bene cosa e riuscire a trovare il tempo per voltarsi indietro e non perdere nulla. è un equilibrio che non si raggiunge. che io non raggiungo. mai. non è facile trovare qualcuno in grado di avere a che fare con tutto ciò senza farsi male e sono stanca di vedere persone arrendersi. è difficile, veramente difficile, doloroso, vedere come le nostre maledette routine proprio non si incastrano. forse non ci ho neanche provato. boh.
e ora un po di punteggiatura a caso, come fa un moderno scrittore d'avanguardia che si rispetti:
....;;;;;;;;;;;,,,,???!?!?!!?^^^!!!||||/()(%=....,,,,,,,....-------------_____-----------
si, prendo sempre tutti per il culo.
giovedì 2 luglio 2009
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